Persistenza e DRM

Parlando di DRM, avevo accennato in un precedente post all’esistenza di una forma di protezione anti-pirateria incredibilmente efficace. Uno generalmente non ci pensa, ma nel loro genere i MMO hanno completamente eliminato il problema. Pare ormai chiaro che le altre soluzioni provocano solo casini e fastidi agli utenti, quindi come imitare il tutto e applicarlo anche ad altri generi?
Che la soluzione siano il multiplayer e la presenza di un server centrale, le software house lo sanno da tempo. Non è un caso, se i casini con i DRM sono attirati soprattutto da giochi privi di modalità multigiocatore (o meglio di modalità multigiocatore solide - ciao Crysis!). Assodato che un server centrale sia un buon sistema alternativo alle DRM, bisogna giustificarlo in qualche modo: qualsiasi sistema limiti la libertà di un giocatore deve offrire qualcosa in cambio. Lo ha capito benissimo Valve, che ci toglie il possesso dei giochi ma ci permette di riscaricarli in qualsiasi momento.
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Digital Review Management (DRM, Amazon, Spore)

Ok, gioco a parte, sta succedendo qualcosa di interessante attorno a Spore. Il gioco è funestato da una forma di DRM effettivamente abbastanza stronza e notoriamente gli hardcore gamer si riscaldano abbastanza quando si parla di protezioni. Non hanno tutti i torti, considerando che la gente che compra i giochi è anche l’unica che subisce questo genere di protezioni, mentre i pirati se la cavano con un crack.

Le proteste in proposito, sono comunque state in passato abbastanza debolucce. Diciamoci la verità: email, post su blog e petizioni online (lol!) non sono mai servite a molto. Fino ad adesso “votare con il portafoglio” era probabilmente la forma di protesta più concreta per un oppositore di una corsa agli armamenti che negli anni ha progressivamente ridotto i diritti degli utenti legittimi senza davvero fermare la pirateria; è il caso di ricordarlo: Spore era disponibile su Piratebay due giorni prima dell’uscita europea, perfettamente funzionante.
Stavolta, però, sembra sia nata una forma di protesta davvero pericolosa per i grandi publisher. Un bel po’ di persone stanno pubblicando su Amazon recensioni negative del gioco in cui si ricorda la presenza di Securom e si assegna una sola stella. Via di mezzo tra un piccolo attacco coordinato e una conseguente reazione a catena, potrebbe davvero cambiare le cose. Molti dubitano che Spore abbia il potenziale per sfondare tra l’utenza casual come hanno fatto The Sims e successore e di certo questa vicenda non aiuterà.

Il tutto comunque lascia un po’ un sentore di battaglia di ripiegamento: la tendenza generale sembra andare in direzione dell’abbandono di DRM costose e scomode, in favore di servizi tipo Steam e di giochi sempre più integrati online anche nelle modalità single-player (World of Warcraft ha la forma di protezione da copia più efficace che ci sia!). Ma questa vicenda potrebbe accellerare le cose.

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